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Volume I.
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177
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TERZO. 177

tal gravità, ed esser umile non solo quantoalle parole, ma eziandio quanto a i sentimenti. ei rimoveremo da questa regola, perchèmolte belle sentenze si traggano da Terenzio e da altri eccellenti comici; perciocché se silodano di tali sentenze, si lodano ancora diaverle usate rade volte, e non averne for-mato generalmente lo stil loro.

Essendo dunque lo stile umile proprio dellacommedia , potendo convenirle altro, bi-sognerà , che chi si mette a scrivere comme-die. studisi, quanto può, di conseguire unaproprietà e purità somma di quella lingua incui vorrà scrivere, usando frequentemente, esenza affettazione però, quegl idiotismi, o,come altri dicono, atticismi, di cui formasilurbanità, e che fan parere la persona cheparla, esser nata appunto in mezzo a quella_nazione nella cui lingua essa parla. Imperoc-ché tali idiotismi sono appunto il più bellor-namento che possa avere lo stile umile. Ioqui non dirò molto di questa urbanità, cheparmi di averne detto abbastanza altrove.Dirò solamente, che essendo essa il precipuoornamento dello stile umile , quelle comme-die in cui non risplende una somma puritàe proprietà di dire, e che non hanno urba-nità niuna, sono prive dun gran diletto;laonde gli antichi la cercarono molto nellelor commedie; e veggiamo che Plauto , co-mico tanto eccellente, così studiò la puritàdella sua lingua , che è stato sempre tenutoper gran maestro di latinità; e Terenzio , cheJo vinse forse in tutte le altre parti ? cercòZakottiF.M. Voi. I, 12