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E quindi è, che moltissimi di quei che scri-vono in Italia , non crederebbono di scriverbene se non credessero di scrivere fiorentino.Nel che però io temo assai volte che troppofacilmente si lusinghino ; perchè a scriverefiorentino io non credo già che basti il ter-minar le voci così come le terminano i Fio-rentini, e usar soltanto quelle che trovansine i loro vocabolarii; ma bisognerebbe stu-diar le forme e i modi di quella lingua piùscelti e più vaghi, raccogliendoli massima-mente dal parlar delle donne ; perchè gli uo-mini di quella nazione, se ho da dirvi ilvero, hanno già cominciato a tingersi ancoressi di francesismo, come si vede nelle scrit-ture loro, e par che abbiano ambizione dinon saper abbastanza la loro lingua; laondegli antichi Toscani furono, a mio giudicio,molto più belli e leggiadri che i presenti nonsono. Ma tornando al proposito nostro, io di-co, che volendosi scrivere fiorentino , usandole vaghezze di quella lingua senza affettazionee con bel modo, potrebbe lo scrittore con-seguir tanta lode di urbanità, che niente avesseda invidiare a gli scrittori delle altre nazioni.Et io loderei molto chi ciò facesse in trat-tati di scienze, in dialoghi e in altri compo-nimenti , ove non cercasi gran fatto di piacereal popolo. Ma se uno facesse una commediatutta in lingua fiorentina, per quanto leggia-dramente la scrivesse, non so se quella leg-giadria fosse gustata nelle provincie dal po-polo, il qual non è avvezzo a sentir maiparlare a quel modo. E so che alcuni Toscani