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Volume I.
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182
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182 ragionamento

hanno scritto di molte commedie assai bellenella lor lingua ; ma non veggo che sienostate ricevute troppo volentieri dal popolonel restante dell Italia , anche so comesieno state ricevute in Toscana stessa.

Un altra maniera avrebbono gl Italiani diconseguire una grande urbanità, purché vo-lesser formarsela , come fanno alcuni, racco-gliendo da tutte le provincie dItalia e da tuttigli scrittori più illustri quelle forme di direche pajon esser più gentili e più proprie. Ilche facendo , fingonsi una lor lingua, la qualVeramente non parlasi in niun luogo, ma èperò intesa da per tutto , ed ha i suoi idio-tismi , le sue proprietà e le sue grazie ne più meno, come fosse lingua usata da qualsi-voglia nazione più colta e più gentile. Il conteBaldassar Castiglione non altra lingua vollousar che questa, e scrisse in essa quel suofamoso Cortegiano , dopo cui difficile è spe-rare di veder cosa più eccellente e migliore.Ben è vero che pochi oggidì amano una tallingua, e vogliono quasi tutti mostrar di scri-vere toscanamente ; dalla qual opinione facil-mente si ritrarrebbono se si accorgessero quantonel loro scrivere sieno poco Toscani . Quan-tunque però vaga et avvenente sia cotestalingua che usò il Castiglione, io non mi confi-derei che il popolo dovesse gustarne la bel-lezza ; e se io desiderassi che una commedia ,oltre gli altri pregi, quello anche avesse del-latticismo, e per esso dovesse piacere al po-polo , non mi arrischierei mai di scriverla inuna lingua, la cui bellezza non potrebbe esser