Band 
Volume I.
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STERZO . i83

sentita se non da quelli che per lo continuolegger debuoni libri vi hanno avvezze leorecchie, e se P han fatta quasi sua.

E queste son le ragioni perchè io stimodifficilissimo che una commedia, fatta oggidìper Italiani, possa avere quell atticismo cheebbero un tempo, e per cui tanto piacqueroa Romani le commedie di Terenzio ; imperoc-ché la lingua che parlasi nella comune usan-za, non ha quasi vaghezza niuna; e la fio-rentina , e quellaltra che amò il Castiglione,quantunque vaghissime sieno e bellissime, nonpar però che abbiano quella grazia che è gu-stata comunemente dal popolo.

E qui pare che la cosa istessa mi ammoniscadi ragionare alquanto di una consuetudine in-trodotta , già è gran tempo , in Italia , e ri-tenutavi dalla comune approvazione del po-polo ; la qual è, die la commedia non più sicomponga tutta in una lingua sola, ma partein una lingua e parte in unaltra, introducen-dovi varie persone che parlino variamente jchi bolognese, chi veneziano, chi napoletano ,chi toscano, chi bergamasco. E tanto piace alpopolo una tale varietà, che non può se nonche difficilissimamente accomodarsi a quellecommedie che non hanno questi varii linguag-gi. Et io credo questa esser in gran parte laragione perchè le commedie francesi tradotteX>el volgar nostro non sono molto desiderate ; quelle dell Ariosto , per quanto belle esserpossano, si soffrirebbono; quelle di Te-renzio , quantunque sieno bellissime.

Io ho pensato meco stesso alcuna volta,