188 RAGIONAMENTO
infinite sciocchezze , le quali io mi maraviglioche possan piacere, non che a gli uomini diqualche ingegno, ma a gl’ ignoranti stessi. Aquesti modi altri bene spesso se ne aggiun-gono tanto vili e tanto plebei, che a petto aloro gentili parer potrebbono quei di Plauto che tanto dispiacquero ad Orazio ; a Boileau parrebbe gentile quel sacco in cui s’avvolgeScappino. Sono ancora de gli altri modi cosìfetidi e laidi, che io non vorrei rammemorareparlando con servitori , non che scrivendoa così gentil dama, come voi siete ; i qualimodi o non piacciono, o è vergogna chepiacciano. Nè questi, come ho detto di so-pra, sono vizii delle maschere, ma di quelliche, componendo la commedia , alle mascheregl’ impongono. Colpa senza alcun dubbio dìuna falsa opinione che hanno, cioè che lacommedia debba dilettare il popolo a qua-lunque modo, e che questa sia la sommaanzi l’unica lode del poeta. Secondo la qualopinione potrebbono egualmente lodare ancheil saltimbanco che fa ballare la scimia > e conquello diletta il popolo.
E qui farebbe luogo di entrare in una qui-stione assai molesta, nella quale è difficileconvincer quelli che sono d’un’opinione con-traria ; imperocché si difendono con una ra-gione che a prima vista par vera e buona,e tanto più facilmente entra nell’ animo quantoè più breve. Argomentano dunque a questomodo. Bello e lodevole dee certamente dirsiquello che ottiene il fine per cui è fatto ;essendo dunque la commedia fatta per piacere,