102 RAGIONAMENTO
vi pensano. Nè io saprei mai persuadermi cliefosse per piacere una favola la quale nonfosse nè una , nè continuata, nè verisimile ,riè maravigliosa, nè alcun’altra qualità avessedi quelle che 1’ arte prescrive ; e se avendonealcuna, si stimasse bella, non so perchè nondovesse stimarsi più bella se le avesse tutte.E so bene che l’averle tutte è difficilissimacosa, e da desiderarsi più tosto che da spe-rarsi; avvenendo nella commedia, come intutte le altre cose, che il giungere alla somma
{ >erfezione sia malagevolissimo, e alla debo-ezza dell’ ingegno umano impossibile ; non èperò che non possa con lo studio accostar-visi ; e quelli che ordineranno le lor comme-die con qualche regola, le faranno certamentemigliori che se le componessero a caso.
Che è però questo, dicono alcuni, che unacommedia lavorata con sottilissima arte, econ molto studio e secondo le regole, spes-sissimo niente piace ; anzi dispiace e dà noja ?A questi similmente rispondo, che se la com-media dispiace , non dispiacerà per questoche è secondo le regole, e più dispiacerebbese fosse contro le regole; uè può entrarminell’ animo che una commedia debba dispia-cer per questo perchè la favola vi sia conti-nuata , verisimile, maravigliosa, o perchè visi trovi bontà di costumi e convenienza, operchè lo stile vi sia faceto et urbano ; poi-ché queste cose, ove sieno ben eseguite, nonpossono in alcun modo dispiacere. Ben è veroche il saperle eseguire non è di tutti ; e iprecetti che le prescrivono, quantunque assai