2 02 RAGIONAMENTO
mostrandovi il più chiaramente che io potrò,non già quale egli debba essere, ma quale iodesideri che sia ; perchè io non sono tanto pre-suntuoso , che io voglia d’ogni mio desideriofare una regola. E so bene, die come in tuttele altre arti, così anche in poesia due speciedi avvertimenti debbon distinguersi ; perchèalcuni ne sono così necessarii a quel fine chepur cercasi, che sarebbe errore grandissimo ilnon osservargli ; e questi propriamente regoleo precetti si chiamano ; ed altri, che quan-tunque assai vagliano a conseguire il fine chesi cerca, non però si stimano tanto neces-sarii ; et è lode il seguirgli, non è errore,nè biasimo l’allontanarsene; e questi non al-tro die semplici avvertimenti posson dirsi ; ioperò niuna cosa intendo proporvi se noli amodo di avvertimento, lasciando che altricerchino se ciò che sarà per me proposto,debba chiamarsi regola , o non debba ; la qualquestione sarà facile a tutti quelli che hannol’ingegno acuto, e pronto e simile al vostro.Per altro io non vi esporrò se non quellecose che panni di aver udito dire a i granmaestri, o lette nei libri loro , e quelle chemi ricorda di aver io stesso osservate ne’mi-gliori poemi, quali certamente son quelli d’ Ci-merò e di Virgilio ; perchè gli altri, per quantoeccellenti esser possano, son però, a queleh’ io mi credo , da quella somma e quasi di-vina perfezione molto lontani.
E per dar principio al presente trattato,cominciando dalla definizione, dico che ilpoema epico altro non è che un racconto fatto