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Volume I.
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204
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204 RAGIONAMENTO

vedendo die del poema epico trattano par-ticolarmente i maestri, e ne forman precetti,si persuadono , che qualunque volta voglia ilpoeta fare un racconto lungo e continuato,far debba un poema epico , et osservare esat-tamente tutte quelle regole che a un tal poemasi impongono ; e mal faccia facendo altra-mente. Et al contrario son degli altri, i qualicredendo che possa farsi un poema bellissi-mo, quantunque non epico, se alcun ne com-pongono , dichiarali tosto di non volere chaesso epico sia ; e con ciò credono di scio-gliersi da tutte le regole che sono state im-poste allepopeja, e si ridon dellarte. E cosìgli uni, come gli altri si ingannano.

Imperocché, quanto a primi , egli è benvero che si danno precetti e regole da Ari-stotele e da gli altri maestri al poema epico ;ma non vuol già dirsi per questo che nonpossano essere altre forme di poemi moltobelle e molto lodevoli, et anche farsi rac-conti bellissimi, quantunque non vi intervengaverun eroe, e per ciò manchi loro quellacondizione che principalmente al poema epicosi richiede. Quanti ne abbiamo di questi poemiche si tengono per eccellenti, e sono, e nonsono epici ? Chi metterà tra gli epici il poemadi Lucrezio , e, quello che molto più vale,la Georgica di Virgilio ? E per venire a inostri, chi avrà per poema epico quella tantocelebre Coltivazione deUAlamanni? man-cano esempi di poemi che contengon rac-conti , e grandemente si lodano, e non sonperò epici ; perchè io certamente non avrò