QUARTO. 2o5
mai per poema epico nè le Trasformazionidi Ovidio , nè il Rapimento di Proserpina chescrisse Claudiano , nè i Trionfi del nostroPetrarca , nè anche la divina Commedia, cheche ad altri ne paja5 e molto mi maravi-glierei , se quell’ Inglese che prese a raccon-tare come Adamo ed Èva il paradiso per-dessero , avesse inteso di fare un poema epico.Può dunque un poema essere assai lodevole,quantunque non sia epico. E benché la formadell’ epico sia forse la più bella e la miglio-re , onde i maestri ad essa principalmente sirivolgono, son però belle anche altre forme;e chi abbia dato fuori un poema molto lo-dato , non dee gran fatto affannarsi se alcuninon voglion riceverlo come epico ; nè mostròdi affannarsene gran fatto il Marini, allorache scrivendo al nostro Preti, se non vo-glion , disse, chiamare eroico il mio poema ,non intervenendovi eroi, poco importa; speroche il chiameranno divino , intervenendovi gliDii.
Quanto poi a quegli altri, i quali non vo-lendo fare poema epico , credon per ciò dinon aver bisogno d’alcuna di quelle regoleche all’epopeja da i maestri si impongono,per me credo che essi pure sieno in errore;imperocché se noi considereremo bene e at-tentamente tutte quelle regole , troveremoche le più son dirette, non già a fare cheun poema sia epico , il che talora non vuoisi,ma sì a fare che sia bello et ornato, il chedee sempre volersi; nè sarà così facile tro-:vare tal forma di poema in cui non debba