Band 
Volume I.
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206
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ao6 tìAGION-AMENTO

la favola essere verosimile e maravigliosa ,con movimento di affetti, e costumi buoni econvenienti ; le quali cose ed altre assai noncosì si prescrivono allepopeja, che non deb-bano osservarsi anche fuori di essa, e peròdebbono studiarsi ancor da quelli che nonvogliono essere epici.

Ma torniamo alla definizione del poemaepico, da cui parrà forse che io mi sia al-quanto allontanato, e dichiariamola a partea parte. Due condizioni per essa si impon-gono al poema, acciocché egli possa secondoluso comune dirsi epico ; 1 una si è, che ilracconto sia fatto in versi, e laltra, checontenga azione eroica ; et essendo amenduedirette al piacere, abbiamo poi anche ag-giunto che dee il poema instruir gli uominie ammaestrargli; perchè sebbene quei che loleggono, non cercano allora di ammaestrarsima voglion sollazzo e piacere, è però benedi ammaestrare ancor quelli che noi cercano.Io dunque mi fermerò alquanto a dichiararqueste cose; e tanto più volentieri il farò,che in dichiarandole, si aprirà luogo a moltidi quegli avvertimenti che si chiamano co-munemente regole, e, secondo il sentimentode i più, son da osservarsi; dovrà parere,che io perdendomi nella definizione perda iltempo.

E primamente, non credo che sia alcunoper domandarmi la ragione perchè abbianodesiderato gli uomini che il racconto si faccia

{ > presto in verso che in prosa ; perchè vo-endosi un racconto che porga diletto, et