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Volume I.
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208
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208 ragionamento

domandare perché al poema epico richieggasi ilverso , e perchè io abbia detto che il raccontoche in quel poema si fa, siasi voluto aggiun-gere al canto ; perchè sebbene non è uso dicantare poemi epici, tuttavolta il verseggiaree dare al discorso quella determinata armoniaè una certa maniera di cantare. Però v'cdesiche i poeti epici mostrano tutti di volercantare. Omero invita la Dea a cantar F iradAchille ; Virgilio dice di cantar larme equel prode che venne di Troja ; F Ariosto dicantar larme e gli amori; il Tasso Farmipietose ; e F autor della Enriade , quantunquecominci quel suo poema con un verso chenon par altro che prosa , pure in quel versostesso dice che egli canta. Al poema epicodunque si confà il verso, e per ciò anche incerto modo il canto.

Fin qui basti aver detto della prima delledue condizioni che al poema epico si ricer-cano , cioè di essere scritto in versi. Passiamoora allaltra, la qual è, che il racconto sia diazion grande fatta da qualche eroe ; il chesubito si vede esser nato dal desiderio deldiletto ; perciocché non è alcun dubbio, chequanto è più grande F azione, tanto più piacedi intenderla , e qm nto è maggiore uomo epiti riguardevole colui che la fece ; per la qualcosa niuna azione può meglio convenirsi alpoema che quella di un eroe. Però fìe benespiegar qui alquanto quale esser debba questoeroe del poema, e quale Fazione che di luiprende a raccontarsi.

E già vuoisi j in primo luogo, che F eroe