Band 
Volume I.
Seite
209
JPEG-Download
 

QUARTO. 20Q

-sia uomo duna virtù tanto maggiore dellor-dinana, clie paja in certo modo essere piùche umana. Perchè sebbene eroi si chiamantalvolta quelli che nacquero da gli dii, niundi questi però saia leroe che noi vogliamo,salvo se egli non sia stato di una grandissimae quasi sovrumana virtù : e perciocché nonpuò uno, secondo che pensano i migliori fi-losofi , possedere una virtù in sommo gradosenza possederle tutte, per ciò dovrà il no-stro eroe possederle tutte ; gli mancheràla prudenza, la fortezza dell animo,la liberalità , la mansuetudine , verunal-tra di quelle virtù che insegnano i filosofi.

vuol però dirsi per questo che nonpossa leroe cader talvolta in qualche colpa;imperocché non può essere un uomo dunavirtù tanto grande, che sopravvenir non possauna tent izione che abbia forza maggiore. Benè vero, che se leroe cadrà in qualche colpa,dovrà ciò esser di rado ; si lascierà maivincere dalle tentazioni comuni et ordinarie ,le quali egli dovrà vincere facilissimamente,ma solo da quelle grandissime e somme cheposson mettere a pericolo qualunque virtù.Enrico quarto, che è pur 1 eroe di quel poemache chiamano Enriade , secondo me, troppofacilmente si innamora ; che appena vede labella dEstrée , e ne è tosto preso. Virgiliovolle che Enea si innamorasse più eroica-mente , mostrandogli una donna non sola-mente bellissima, ina ancor la più savia, lapiù onesta, la più valorosa che al mondofosse ; da cui rice\ u'i a ve a beneficii grandissimi,Zanotti F. M. Vo . L 14