QUA.RTO. i
suoi travagli, che egli però non avrebbe senon gli sentisse.
Oltre le virtù morali che, come abbiamodetto , dovrà l’eroe possedere in grado altis-simo , io vorrei che egli avesse ancor quelleche i letterati chiamano intellettive, e con-sistono nella cognizione delle scienze et artinobili • e giacché io, senza accorgermene,son venuto quasi formando l’immagine di uncompitissimo eroe, dico che io vorrei cheegli avesse anche le doti del corpo, e fossed’alto lignaggio; perchè poco piacerebbe uneroe brutto e mal sano, cui la febbre di tantoin tanto occupasse. Omero loda il suo Achille non sol di valore e di forza , ma ancor dibellezza , e similmente "Virgilio il suo Enea ;e veggiamo nell’ Odissea come era Ulisse belparlatore , et oltre a ciò destro della personae valente nell’ armeggiare ; nè questi pregi adAchille mancavano, il quale sapeva ancora so-nar la cetera. E ben mostra che Enea alquantosapesse nell’ arte del disegnare, là dove e’ fer-masi con tanto piacere a vagheggiare i rilieviche gli corron subito alF occhio o nel tempiodi Cartagine , o nell’ antro della Sibilla ; edove sotlentra all’uficio di Palinuro , e doveinsegna di conoscer le stelle a Pallante , benfa vedere che egli non era privo nè dell’a-stronomia , nè della nautica. Fu ancora di granlignaggio, e, come Achille , lìgliuol d’unadea ; nè fu Ulisse picciol re.
Ma dell’ eroe, quale egli esser debba nelpoema epico, s’è detto assai , tanto piùche dovrò forse dirne anche in altro luogo.