212 RAGIONAMENTO
d egniamo all’ azione che vuol di lui raccontar-si, la quale non basterà che sia fatta da un eroe,ove ella non sia in se stessa e grande e no-bile e magnifica ; perchè gli eroi non possonotutto ’l dì farle di tal modo, e moltissime nefanno similmente come gli altri uomini. Siadunque 1’ azion che vuol raccontarsi, nobile egrande ; e tal sarà, se sarà di gran momentoalla repubblica, et oltre a ciò difficilissima, epiena a affanni e di pericoli; e sarà fatta nonper privato interesse e vii guadagno, ma congrandezza d’animo e per ben comune. Di chesubito si vede , che dovendo f azione contenermolte angustie e molti pericoli, non potràessere un’ azion semplice , ma dovrà annodarsie comporsi di molte. E parimente si vedeche dovrà in ultimo f eroe uscirne felicemen-te ; perciocché non par gran cosa il mettersialle difficili imprese, e non riuscirvi.
E similmente può intendersi come l’azionedebba esser tale, che l’eroe dimostri per essasopra tutte f altre virtù la fortezza dell’ ani-mo , essendo questa quella virtù che più siadopera pe i pericoli. Ed è anche quella, lacui immagine proposta a gli uomini, più di-letta e più piace ; intanto che per virtù eroicaquasi non altro intendono. E so bene che ilpopolo è in errore ; perchè può essere, se-condo i filosofi , anche una temperanza eroica,e un’eroica pazienza e una giustizia eroica,qualunque volta queste virtù arrivino a ungrado sommo; e sarà più bella molte voltee più lodevole presso gH scienziati, e queipochi che giudicano rettamente delle cose,