QUARTO. _ 2l5
essenzialmente al poema epico si ricercano, cioèdel dovere esso essere scritto in versi , e deldover raccontare una azion grande di qual-che eroe , e ciò a fine di dilettar gli ascol-tanti. Ora , poiché egli dee ammaestrargliancora,, è luogo di dire che cosa insegnardebba loro , e come.
E senza cercare più sottili artifìcii, io credoche esso insegnerà le virtù tutte abbastanza,solo die egli proponga e metta in un belloe chiaro lume il suo eroe ; perchè gli uominimirando in esso, e contemplandone la virtùcon maraviglia e con piacere, vaghi ne di-verranno , e cercheran d’imitarlo nelle loroazioni, quanto potranno. Così si avvezzerannoad operaie virtuosamente, e per quell’usoimpareranno di esser forti e liberali e ma-gnanimi , e non temeranno di morire per lapatria. E questa è la maniera propria di inse-gnare del poema epico , senza la quale pocosarebbono da lodarsi le lezioni ; quantunqueil divino Ariosto abbia voluto cominciare eoauna lezione ogni canto ; il che non feceroprima di lui nè Omero , nè Virgilio , nè altri,ch’io sappia ; nè curò poi il Tasso di imitarlo.
Sebbene anche un’altra maniera è di inse-gnare che molto in un poema mi piacerebbe;perciocché io vorrei che il poeta insegnassenon solamente con l’esempio dell’eroe, sic-come poc’anzi ho detto, ma ancora, dovepossa farlo, col suo ; e potrà farlo se pertutto, dov’ egli parla in persona propria, simostrerà uomo di buon giudicio, amico delvero e del giusto, approvando e lodando le