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in quei luoghi e tempi. .Essendo dunque ilpoema epico un racconto , non gli si ricer-cherà quella unità nè di tempo nè di luogoche alla tragedia e alla commedia si ricer-cano ; anzi essendo racconto di azion grandee nobile e magnifica, ben sarà che essa siestenda per lungo spazio di tempo e a moltiluoghi; così veggiamo che Omero assai laestese nell’Odissea , benché la estendesse menonella Iliade . Virgilio si allargò di gran lungapiù che Omero .
Essendo dunque nel poema epico l’unitàdell’ azione, poco importerà che vi sia quelladel tempo o del luogo. Un’ altra unità piùtosto, a mio giudicio, gli si converrà, laqual può dirsi unità dell’eroe; perchè io nonvorrei certo che più che un eroe fosse inun poema ; imperocché se due eroi o più nefossero, ùieno maravigliosa parrebbe la virtùdi ciascuno , essendo comune ad altri ; e pocobella mostra di lor farebbono se o l’uno di-pendesse dall’altro, o fosse l’uno all’altrocontrario ; nè anche mi piacerebbe che unitifossero a far la medesima azione, così chene dovessero partir tra loro la lode. Io vo-glio dunque che in un poema, quantunquemolte e varie persone intervengano, e traqueste alcune di gran virtù, niuna però ven’ abbia, fuorché una sola , in cui dimostrisiquella così grande e così maravigliosa e quasidivina virtù che forma e compie l’eroe. Nel-l’Eneide Enea supera di gran lunga tutti, glialtri in virtù e valore, e similmente Achillenell’ Iliade , e Ulisse nell’ Odissea .