QUARTO. 2^
se stesso effigiato in quella : vien dinanzi allaReina similmente non veduto, e vede i coni*pugni, che uvea per morti, venire a lei sup-plichevoli; ode che le ragionan di luì, nonsapendo che egli quivi sia ; sente che la Rettas’invoglia di conoscerlo, e d’improvviso siscopre ; onde nasce una subita e non aspet-tata allegrezza in tutti. Ella lo prega a volerraccontare come passasse V incendio e il de-solamento di Troja, e quali appresso sienostate le avventure di lui. Egli entra in queldivino racconto, che poi forma il secondo eil terzo libro. Leggete anche il primo del-Y Iliade. Che vaghezza! Che varietà! Che af-fetti ! tenuto il campo de’ Greci sotto a Troja ,vi giunge il vecchio Crise , sacerdote, d’Apollo ,per ricomperare la figlia, tenuta schiava daAgamennone , offerendo per ciò larghissimoprezzo e doni grandissimi, e pregando concalde lagrime e supplicando. Agamennone dase lo scaccia, come un ribaldo , lo villaneggiae maltratta; perchè, sdegnatosi Apollo , mandanell’ esercito una grandissima mortalità. Achille conforta Agamennone e gli altri Gi'eci a in-terrogar Calcante, uomo per vaticinii famoso ,e intender da esso, per colpa di cui sdegnatosiasi Apollo , e per qual mezzo placai- si possaquel Dio. Calcante, temendo V ira di Aga-mennone , nega di palesar nulla, se già Achille non prometta e non giuri di difenderlo e so-stenerlo , che che egli sia per dire , Achille lo affida: ed egli palesa, la colpa essere diAgamennone , nè per altra via potersi cessarl’ira di Apollo , che restituendo a Crise la