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costume e moderato ; il che se fanno gli ora-tori con tanto studio per acquistar benevo-lenza appresso i giudici e vincer la lite, dovràfarlo non meno il poeta per acquistar bene-volenza, e così piacere a gli ascoltanti; per-ciocché con piacere si ascoltano quelli cui sivuol bene.
Dovrà anche il poeta dimostrare bontà ! d’a-nimo e grande amore della virtù per un’al-tra ragione; perchè dovendo egli esporre l’a-zion tutta intera, e per conseguente ancorquella parte che vi hanno gli spiriti e le in-telligenze superiori, bisogna ancora che eglifinga di esserne avvisato da un qualche Iddioche in lui discenda e interiormente gli parli ;senza che non potrebbe egli sapere le tantecose che narra. Se vuol dunque indurre veri-simiglianza nel suo racconto, è necessarioche mostri d’esser egli virtuoso, e savio edabbene, e degno del commercio di quelDio .
Ma venendo al costume delle persone dicui si forma la favola, quattro cose voglionoin esso considerarsi , le quali chiamar potre-mo , come abbiamo fatto altrove , bontà , con-venienza , somiglianza, uguaglianza. Io ve l’hodichiarate in altro luogo, dirigendole al finedella tragedia o della commedia; ora ve ledichiarerò di nuovo, riguardando al fine delpoema epico, c comincierò dalla prima, cioèdalla bontà. La bontà, secondo il sentimentoche a questo nome dar sogliono i maestri dipoesia, altro non è che un abito di far leazioni o moralmente buone e degne di laude,