QUARTO. 2 65
cbe Omero finse in Achille , nata per amordi virtù, e per amor di virtù vinta in ultimoe superata. Il che acciocché meglio apparisca,solFrite, signora Marchesa , che io qui breve-mente vi torni a memoria quella favola.
Essendo i Greci sotto a Troja oppressi dagraficissima pestilenza e mortalità, chiamanoa consiglio il sacerdote loro Calcante, accioc-ché egli apra la cagione di quella calamità,e mostri ciò che jar debhasi per cessar V irade gli Dii. Calcante temendo, se parla, nongliene avvenga male, nega di far parola, esol vi si induce affidandosi nel giuramento diAchille , che lo conforta a palesar liberamentela volontà de gli Dii, e gli promette, qualun-que cosa egli dicasi, di difenderlo contro chiche sia. Assicurato dunque Calcante, scopre ,la cagion di quel male altro non essere cheAgamennone , per aver lui villaneggiato, e mal-trattato Crise , sacerdote d'Apollo ; nè acampar V esercito altra via rimanere, se nonche egli restituisca a Crise la figlia già tol-tagli , che egli si tiene in schiavitù. Ciò sen-tendo Agamennone , monta in grandissimo sde-gno, dichiara altamente che egli non lasceràgiammai la sua schiava, se i Greci non glienedieno il contraccambio ; e volto a Calcante,gli dice le maggiori villanie del mondo e lominaccia aspramente. Achille allora, sofjfHrnon potendo che sia Calcante così villanamente,ricevuto, si fa innanzi, sgrida Agamennone ,e gli rinfaccia la sua viltà, che non vogliaper la salute comune privarsi di una schiavase non ne abbia da' Greci il contraccambio.