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Volume I.
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266
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s6G RAGIONAMENTO

Qui venuti amendue a parole oltre modo aspree ingiuriose, Et io, dice Agamennone , se do-vrò restituir la mia schiava, vorrò in quelcambio la tua. Era costei Briseide , toccatain sorte ad Achille. Di che Achille in tantaira si accende, che è per trar la spada ecorrere sopra Agamennone ; se noti che Mi-nerva il ritiene, a cui volgendosi egli, e co-noscendola, Convien pur, dice, obedire a gliDii; e rimessa la spada, fremendo tuttavia epiangendo d'ira e di dolore, si toglie con lesue genti dal campo, fermo di non voler piu di quella guerra impacciarsi , d'Aga-mennone ; a che lo conforta prima Minervaistessa, poi anche Teti , che cerca pure ognivia di raddolcirgli V animo, promettendogli diadoprarsi con Giove per modo, che dovrà unavolta Agamennone conoscere la sud ribalderiae pentirsene. Così fu il principio dell iradAchille , che soffrir non potendo che fossevillaneggiato il sacerdote , e negata una schiavarichiesta da gli Dii per >la comune salvezza,e fosse tolta a lui contro ogni ragione Bri-seide , correva già all arme ; e si rattenneper obedire alle Dee. Nel che vedesi uniragrandissima, nata per cagion bella ; la qualira però cede subito alla ragione, et è eroicaper questo.

Ma seguitiamo la favola, e veggiamo comeAchille si contenesse poi in quell ira, e comein ultimo la depouesse. Da necessità vinto, sidispon pure Agamennone di restituire a Crisela figlia ; e dimorando tuttavia nel suo bestialeproponimento, manda ad Achille due de suoi