QUARTO. 2G7
famigliali, chiedendo imperiosamente Briseide.J quali venuti alla presenza d'Achille , e nonarrischiandosi a farla domanda, Achille stessogli affida ; e ricevendogli e trattandogli uma-nissimamente, Io so ben, dice, che voi veniteper Briseide ; ma voi di ciò non avete colpaniuna. La colpa è di quello sciaurato di Aga-mennone , la cui villania mi starà fitta nel-V animo fin eh ’ lo viva. E ciò detto, ordinache Briseide sia loro consegnata. Intanto peròessendo in più fatti d’arme stati vinti i Grecida i Tro]ani, e andando ogni dì peggio lecose loro, conosce Agamennone quanto glisaria d’uopo Vajuto di Achille . Di che glimanda ambasciatori, offerendosi di restituir-gli Briseide , e di aggiungervi moltissimi donie ricchissimi. Le quali cose tutte rifiuta Achille sdegnosamente. Pur poi venendo le cose deiGreci a peggior termine, Achille da pietàmosso , rimette alquanto dell’ ira, e chiama ase Patroclo suo grandissimo amico, in operad’arme valoroso, e sì gli ordina che rechisicon sue genti a soccorrere i Greci. Va Pa-troclo , e scontrandosi in un fatto d’arme conEttore , ne riman vinto e morto. Della qualcosa sentendo Achille inestimabil dolore, pensache da ninno più che a lui s’appartiene divendicar la morte del caro amico, et ammaz-zando quanti più possa de i Trojani, darpace, secondo la credenza sua, a quell’ om^bra. Questo pensiero di piefà pieno e di re-ligione gli fa cader tutta l’ira concepita giàcontra Agamennone . Viene al campo; conesso lui riconciliasi; e sejiza volere che pur