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Volume I.
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272 RAGIONAMENTO

convenga ), conoscerà per isperienza comesia difficile il contenersi di non dar loro lequalità umane, e far ridere il popolo. Chinon riderebbe proponendoglisi un Angelo gravee serio, un altro faceto e sollazzevole ; unogran parlatore , et un altro taciturno ? Io credoehe ridesse egli stesso il poeta inglese , alloraquando immaginava un demonio così dotto evalente in musica , che cantando rapiva tuttigli altri demonii, e gli riempiva duna dolceammirazione.

Sono poi altre persone che si introducononella favola, e che il poeta non trova nelfatto istesso , daltronde le piglia , ma sele forma egli da se, dando anima e vita acerte forme astratte, come sarebbe lozio,la paura, il dolore, la discordia et altre tali,e facendole ragionare ed operare, come fos-sero persone vere; il che però quando fannoi poeti, par che vogliano , anzi che un rac-conto , fare un allegoria, e quindi è che ilfanno poche volle. Pur facendolo, e intro-ducendo nella favola queste persone, per cosìdire, allegoriche, non sarà difficile il vederequal costume debba loro attribuirsi, non do-vendo esse certamente fare se non quegli attiche sono proprii di quelle forme che rap-presentano, e non mai il contrario. Che tropposconcia cosa sarebbe veder 1 Ozio che tutto 1 saffaticasse, e la Paura che incontrasseanimosamente un pericolo, e che ridesse eballasse il Dolore. Anzi potendo avvenire cheda quell atto, che è proprio duna qualcheforma, altri accidentalmente ne seguano che