QUARTO. 2^3
non son proprii di essa, io non le attribue rei-mai se non quell’atto primo die è di leiproprio. Però non può piacermi nell’Enriadequell’ attribuirsi ogni cosa alla Discordia ; nèche la Discordia si convenga con Amore , ac-ciocché il Re s’accenda d’una bella giovane;nè clic la' Discordia rientri in Parigi con laPolitica, e sudopri perchè s’accordino in-sieme tutti gli ordini di quella città. Piaceminell’ Ariosto che la Discordia, entrando nelcampo de’Mori, fa nascer quivi di repentele liti grandissime, e s’accompagna con laSuperbia e la Gelosia , passioni di lor naturaaltercataci; e domandata dall’Angelo, ove stiasiil Silenzio, risponde, se non aver mai vedutocostui, nè conosciuto. Così quel sommò poetaniente attribuisce alla Discordia che non siaproprio alla natura di essa.
Alla convenienza segue la terza qualità /leicostume, che è la somiglianza; e consiste inquesto, che i costumi non solo si fìngan ta-li , quali suol la natura fermargli, ma ancorasi adattino a gl’ instituti e alle usanze intro-dotte fra gli uomini ; le quali usanze , essendodiverse secondo la diversità de’ tempi e de’luo-ghi, inducono anche diversità ne’costumi. Cosìpresso noi si onorano i maggiori scoprendoil capo, in altri paesi e in altri tempi si ono-rano e si onoi'avano d’altro modo. Infinitiesempi potrebbono di ciò addursi, se facessemestieri. Dovrà dunque il poeta formare icostumi delle persone così, che sieno adattatial tempo et al luogo in cui le persone sifingono ; o almeno dovrà formargli per modo,Zanotti F. M. VqI . /. 18