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Volume I.
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277
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QUARTO. 2^7

che ricercansi al costume ; e consiste in que-sto, che la persona si mostri sempre dellostesso costume dal principio sino al fine; per-che sebbene lazione dell epopeja si compiein lungo tratto di tempo , e può luomo inquello spazio cangiar costume, non è peròda presumersi che il faccia, se gran ragionenoi mova; tanto più che il costume non sifa se non per un esercizio lungo di moltiatti, può luomo spogliarsene se non perun altro esercizio ancor più lungo datti con-trarii. Abbia dunque la persona lo stesso co-stume sempre; se già noi cangiasse dimprovvisoqualche cagion grandissima, e massimamentesoprannaturale ; come se uno essendo prode. e valoroso, e ciò per una assistenza partico-lare di qualche elio , allontanandosi poi ildio, divenisse ad un tratto timido e vile. Ilche si vede avvenir nellIliade più spesso an-cora eli io non vorrei. Non so se Virgilioabbia mai così subiti et improvvisi cangia-menti.

Essendosi detto della favola e del costume,vuol l'ordine fin da principio proposto cheoramai dicasi dello stile , cioè delle sentenzee delle parole di cui si tessono i versi cheformano il poema. Spedirommene brevemen-te , amando meglio dirne poco e insegnarpoco, che dirne molto e insegnar tuttaviapoco ; che di vero tante sono e tanto variele bellezze di cui s adorna lo stile , che èdifficilissimo ridurle tutte a certi capi, comefarebbe mestieri, chi volesse insegnarle. E già iocredo, che per far animo a chiunque voglia