278 RAGIONAMENTO
mettersi a scriver poemi, niuna miglior re-gola dar gli si possa che quella di leggersovente quei poemi che più si stimano eccel-lenti, notando in essi quelle forme che mag-giormente piacciono , e cercando , quanto sipuò , la cagione perchè piacciano ; poiché seegli avvezzerà l’animo a questo studio, e avràl’ingegno naturalmente ben disposto , facil-mente gli si imprimeranno nella mente quellebellezze medesime, o altre simili, e senzaaccorgersene acquisterà nel suo scrivere no-biltà e splendore. Et io credo che quei duegrandissimi e sommi uomini, Omero e Virgi-lio , formassero ciascuno lo slil suo, leggendoque’ poeti che erano stati prima di loro , iquali benché rozzi ed imperfetti , onde appenadi alcuno ne resta la memoria, pur dovevano'avere non poche bellezze , che essi poi rac-cogliendo ne i lor poemi , e molte altre ag-giungendovene , con quel loro maraviglioso edivino ingegno giunsero a tanto alto gradodi perfezione, che ormai poco o nulla restada aggiungere.
Nò crediate già che la dignità dello 'stilenon molto faccia alla bellezza del poema ;che anzi ella è importantissima e di momentograndissimo. E troverete di molti poemi , iquali benché non abbiano la favola così beneordinata come si converrebbe, onde nè epicipure debbon chiamarsi, pur piacciono gran-demente per Io stile con cui sono scritti ;anzi n’ha alcuni d’ argomento così sterile esecco, che pare che non debbano poter leg-gersi , e pur si leggono con piacer sommo ^