Band 
Volume I.
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280
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tìSo RAGIONAMENTO

esprimono ; e potendo lune come lealtre esser diverse tra loro in infinite ma-niere, così anche infiniti essere gli stili; ben-ché i maestri sogliano ridurgli a tre, i qualisono lo «til grave , che anche grande e no-bile e magnifico e splendido può nominarsi ,e lumile e il mezzano. E parmi ancora diavervi accennato, di quai sentenze e di qualiparole ciascun d essi si formi. Ora .dico chefra tutti gli stili, quello. che maggiormenteconviensi aHepopeja, si è il magnifico egrande ; di che due ragioni possono addursi.

La prima ragione è, perchè trattandosinellepopeja di cose grandi e magnifiche, parconveniente che grande altresì e magnificosia lo stile, dovendo in ogni ben formatoragionamento adattarsi lo stile alla materia,e farsele, per così dir, simile. E certo si dis-direbbe trattare le cose grandi usando unostile umile con sentimenti bassi et ordinari!,e parole afflitto comuni. tampoco si con-verrebbe trattarle con uno stil mezzano, chetroppo palesemente si adorna, e mostra inqualche modo lingegno e lo studio; impe-rocché le persone , occupate essendo dallagrandezza della materia, sdegnano quegli ar-tificii, e gli hanno per puerili e fuor di tempo.

La seconda ragione si è questa. Dovendosinel poema epico raccontar tutta intera lazio-ne , come sopra è detto, senza tralasciar quellaparte che vebbero le potestà soprannaturalie divine, bisogna bene che il poeta si fingainspirato da qualche nume, in virtù di cui eglisappia quelle cose che per se e di naturale