Band 
Volume I.
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292
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ag 2 ragionamento

sola si consideri, poco o nulla si scosta dallaprosa, e il Tasso non è gran fatto coraggioso.Et io direi quasi che la consuetudine in que-sta parte fosse impossibile a vincersi, ve-dendo che non lhanno potuta vincere questidue, se non fosse che il Marino studiò discostarsi dalla prosa più torse che essi nonfecero, e si adornò più delle favole, e fu inmolti luoghi felicemente più ardito: per esem-pio , in vece di dire : addormentossi su la ri-va , dir volle :

e su le sponde erbose

In un tranquillo obblio gli occhi compose ,

volle dire: chi gioca alle carte, e chi adadi, come forse avrebbe detto lAriosto 0 ilTasso ; ma disse in quella vece :

E chi con carte effigiate in mano

Prova quel che fortuna al mondo possa,Chi le corna agitate in breve pianoFa ribalzar de le volubiVossa,

Ma questo poeta non va or per le mani, ea cagione di molte cose che sono in essomeritamente dispiaciute, non si leggonomeri quelle che piacerebbono.

Fin qui ho detto di queglimpedimenti chereca ; la lingua, o per se stessa e di naturasua, o per cagione della consuetudine , aquella grandezza di stile che al poema epicosi richiederebbe. Unaltra cosa è che similemente le si oppone, ed è però degna di/con*siderazione, come quella che, più tosto cheyizio , pare a molti virtù, e non che da