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definizione io vi confesso apertamente di nonsaperla; e mi par tanto difficile il ritrovarla,che io mi vo confidando che nè altri purela sappia. Perchè se noi vorremo tener die-tro ad una certa partizion popolare , ricevuta,come ho udito dire, eziandio da molti dotti,per cui distinguesi generalmente la poesia inquattro specie: tragedia, commedia, epopejae lirica; egli ci converrà certamente aver perlirico qualunque sia quel componimento chesotto quelle prime tre specie non cada.Pure chi è che metta tra i componimenti li-rici o il poema di Lucrezio , o le Trasforma-zioni d’Ovidio , o, per venire ad alcun de’ no-stri , la Coltivazione dell’ Alamanni, o le Apidel Rucellai? I quali componimenti senza dub-bio non sono nè tragedie, nè commedie, nèepopeje. Nè io certo metterei tra lirici il poemadi Dante , quantunque egli nè tragedia , nèepopeja non sia, e non basti il bel commentodel Mazzoni a farmelo parere una commedia;nè vale che esso così si chiamasse a tempiantichi; perchè a quella ragione sarebbe unacommedia anche l’Ameto del Boccaccio , asimilitudine del quale dovrebbe dirsi comme-dia anche l’Arcadia del Sannazzaro. Ma iocredo che tra que’tempi non così certa e de-terminata fosse , com’ è oggidì , la significa-zione d’alquanti nomi; onde il Boccaccio ebbetitolo di poeta eziandio in quelle opere chescrisse in prosa, e fu detto commedia l’Ameto,e Dante chiamò tragedia il poema di Vir-gilio. Son dunque molti componimenti, i qualibenché non sieno nè tragedie, nè commedie,