302 ragionamento
nè epopeje , niuno però gli metterebbe tra’li-rici. Nè tutti certamente si accorderebbonoa chiamar liriche certe altre poesie piu bre-vi , come sono le egloghe , le satire , le epi-stole, i sermoni, gli epitafii e le inscrizioni ,che spesso in due versi si chiudono , talorain un solo, le quali chi le avrà per liri-che , e chi non le avrà.
Però non è da maravigliarsi, se diffidi siacomprendere sotto una sola definizione tuttequelle poesie che chiamatisi liriche, non bensapendosi quali sieno quelle che così si chia-mano. E quando pure volessimo restringercia quelle sole che così generalmente si chia-mano , come sono le ode de i Latini, a cuipare che corrispondano i nostri sonetti e lenostre canzoni, non saria rumore la difficoltàdi rinvenire una definizione che queste solecontenesse, e, come è ufficio di ogni buonadefinizione , le distinguesse da tutte l’altre.La qual confusione e dubbietà non dee darvimaraviglia. Voi la troverete eziandio in moltiluoghi della filosofia, massime là dove pi-gliansi a definire i costumi e le passioni degli uomini, e certe virtù e certi vizii con-trassegnati dal popolo con certi nomi.
Et io credo che di tal confusione la cagionsia, perchè il popolo impone certi nomi allecose più tosto a caso che con ragione , etalor segna con lo stesso nome cose tra lordiversissime, e le similissime tra loro distin-gue con nomi diversi ; di che a molti nasceinganno, perchè par loro , che avendo piùeose lo stesso nome , debbano altresì esser