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Volume I.
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304
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3o4 RAGIONAMENTO

madrigali, e quelle che ci soli comuni co iLatini, le epistole in versi e le satire ; lequali abbenchè sieuo poesie imperfette, intanto che uon pajon talvolta essere menpoesie, pur sempre furono in pregio , ri-cusò Orazio di scriverne alquante dopo averescritte quelle sue maravigliose ode. £ tanteessendo e tanto varie le poesie che può luomovoler scrivere, niente importa , o a scriverlebene, o a giudicar.rettamente delle già scrit-te, il sapere se sieno tutte duna medesimaspezie, o se debbano distribuirsi in molte; equeste spezie quali sieno, e sotto qual desseciascuna poesia ripor si debba , e qual nomeavere ; basta ben conoscere il particolar finedi ciascuna, e vedere , se colui che lha com-posta, abbia adoperato i mezzi più acconcie più proprii a conseguirlo; perchè in som-ma , di tutte le cose che luom fa, quellegrandemente si lodano, che avendo un nobilfine , ad esso giungono per mezzi scelti, edimostranti ingegno et industria.

Io dunque , senza cercar troppo che cosasia e come definir si debba la lirica in gene-rale, dirò soltanto dalcuni componimenti chepur lirici da tutti si chiamano, e sono sonettie canzoni, de quali si fa oggidì tanto uso inItalia , che è anche troppo; mi curerò didire delle egloghe, dei sermoni che sifanno in versi, delle satire ; che tropposarei -lungo se io volessi di tutte le speziepartitamente ragionare. è di mestieri ilfarlo. Poiché siccome un eccellente pittore,avendo posto grandissimo studio a disegnare