QUINTO. 3 0 S
uomini ignudi , assai si confida di disegnarbene Ercole , nè spera meno di disegnar benela clava, quantunque in ciò non abbia postoquasi studio niuno ; cosi io credo, che chiavrà ben compreso le bellezze della tragedia,della commedia, dell’ epopeja , e intenderàbene gli artificii per cui si fan belli i sonettie le canzoni, non dovrà faticar molto perintendere in che sia posta la bellezza dellealtre poesie meno perfette; massime se vorràleggere e considerare attentamente quei poetiche sono stati in esse i più eccellenti, comeOrazio tra Latini, e tra nostri l’Ariosto . Chedi vero niun precettore potrà mai così benemostrar la bellezza di un sermone o d’ una *satira, come gli uomini di giudicio da sestessi la scopriranno , leggendo i poeti mi-gliori , e considerandogli con attenzione. Nèaltro sono per avventura i precetti o dellarettorica o della poetica , se non se alcunedi quelle cose che si avverton , leggendo,dagli uomini giudiciosi, ridotte poi a qualcheordine e messe in iscritto.
Ragionandovi io però di sonetti, canzoni etali altri componimenti, assai mi confido chevoi non aspetterete da me cose nuove e re-condite, sapendo voi bene che io non vaglioa tanto. Nè tampoco vi spiegherò la tessitu-ra , per così dir, materiale di essi ; qualdebba essere la misura de’ versi, come sienoda ordinarsi le rime e distribuirsi le stanze ;le quali cose lascerò che le insegnino i gra-jnatici. Proporrò solamente alcune considera-zioni che mi sovviene aver fatte altra volta fZanotti F, M. Voi. /.
20