3o8 BAÓIONAMENTO
da gli ornamenti poetici; e quantunque vo-gliano nel loro dire esser politi et eleganti ,pur studiano, quanto possono, di accostarsialla forma del parlar comune e quotidiano.E facendo altrimenti crederebbon di errare ;siccome errerebbe quel poeta che volesse fardel dottore, e tener cattedra e dar lezioni. Equindi è che le satire e i sermoni, ne’ qualiil poeta prende quasi per professione ad in-segnar qualche punto di dottrina, si hannoper poesie imperfette ; che oltre che nonmai insegnano abbastanza quelle loro dot-trine, e però mirano ad un fine che conseguirnon possono, pajono prive di ogni imitazio-ne ; anzi spogliandosi di tutti gli ornanamentipoetici, s’accostano , quanto possono , alle pro-se, quasi per non parer poesie.
Ma tornando a ciò che è stato davanti perme proposto, e cercando qual sia quel di-letto che gli uomini richieggono da i com-ponimenti lirici, a me pare che esso sia prin-cipalmente quello che nasce da certe passioniche movon l’animo con dolcezza e soavità :nè io qui per passioni intendo , come ognunopuò facilmente vedere, quelle più impetuosee concitate, che regnano d’ordinario nellatragedia e nella epopeja , e difficilmente po-trebbono aver luogo in componimenti brevi,come quei sono della lirica ; intendo certecommozioni d’animo più placide e più sedate,che scuotono il cuor dell’ uomo così leggier-mente ? che quantunque egli ne senta un ma-raviglioso piacere , appena si accorge onde essonasca. Eccovi che un sonetto grandemente