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piacerà non per altro che per una certaspecie di maraviglia che il poeta ha con-cepita di qualche nobile oggetto , e chebene e maestrevolmente espressa entra pernon so qual modo nell’animo di chi legge,e gli si fa sentir con diletto. Piace un altro
sonetto per una ingenuità semplice e schiettache dimostra il poeta, e che rapisce e inna-mora chi legge. Un altro, avvegnaché mestoe dolente e pien di lacrime , pur piace, se ilpoeta abbia saputo dolersi soavemente e pian-ger con grazia. Un altro piace per una tras-portata allegria, onde il poeta, senza allon-tanarsi troppo dalla ragione , passa di repented’una cosa in un’ altra, non potendo starfermo lungamente a niuna, e fa sentire lastessa allegria a quei che leggono. Questecommozioni ed altre simili sono quelle, cre-d’io, che principalmente formano quel dilettoche suol trarsi da i componimenti de’ lirici.Perchè dovrà il poeta, a questo rivolgendosi,mettere ogni studio et ingegnarsi, il più chepotrà , di ben esprimere le passioni sopraddet-te , quando una e quando un’ altra, secondoche l’argomento, che egli s’avrà proposto-, ilconcederà. Perchè dell’ argomento bisognaavére considerazione grandissima , accomo-dando sempre i sentimenti e le parole allanatura di esso ; nel che io penso che sia ri-
f josta quasi tutta la perfezione della poesiairica. E però io credo che se, avendo fin quidetto del fine , dirò ancora alcuna cosa e del-l’argomento e de i sentimenti e delle paro-le, spiegando brevemente quali queste cose