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e ben fatti, qualunque volta non fossero so-pra un argomento sceltissimo; il che a buonaragione ricercherebbesi in componimenti lun-ghi , a leggere i quali troppo tempo si richie-desse, Ovidio fece una bellissima elegia dellequerele della noce ; non ne avrebbe fatto unatragedia. Nè credo che Orazio avesse volutofare un poema assai lungo e molto studiatosopra raglio, sopra cui compose un’ode ele-gantissima. Un’altra ragione ancora potrebbeallegarsi, forse più sottile, ma non però menovera, per dimostrare che la frivolezza del-l’argomento, massime in componimenti lirici,non dee mettersi a biasimo del poeta ; impe-rocché se l’argomento è così frivolo, comeora presupponghiamo, ben può credersi cheil poeta l’abbia conosciuto ancor egli, e l’ab-bia voluto ; e nelle arti l’errore a bella postavoluto non si biasima. E sappiate che Ari-stotele , secondo che io ho udito dire, trale molte differenze che passano tra le virtùche chiamali morali e le arti, una ne avverteassai bella , ed è questa : che chi contravvienea qualche virtù morale deliberatamente, evolendo, merita per questo istesso maggiorbiasimo ; non chi per deliberazione manca aqualche arte; perchè se il danzatore, che sisa essere eccellente nell’arte sua, ha trala-sciato un certo movimento che il ballo purricliiedea, credendosi che non per ignoranzal’abbia tralasciato, ma perchè non ha avutovoglia di farlo, ognuno lo escusa e lo di-fende da biasimo, dicendo : non ha voluto.E similmente se io vedrò un sonetto soprai