Band 
Volume I.
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316
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3l6 RAGIONAMENTO

argoménto poco degno, non dannerò il poe-ta; dirò pili tosto: egli ha voluto scherzare;come credo che far volesse il nostro Petrarca in quel sonetto :

Quand io movo i sospiri a chiamar voi ,

El nome che nel cor mi scrisse Amore ,Laudando sincomincia udir di foreIl suon de primi dolci accenti suoi.

Vostro stalo reai, chencontro poi,

Baddoppia a V alta impresa il mio valore ;Ma, taci, grida il fin; che farle onoreE daltri omeri soma, che tuoi;

dove scherza sopra il nome di Laureta forseun poco puerilmente, e fa un sonetto tantohello, quanto far si poteva con quegli scher-zi. Io non vorrei però che al poeta liricotroppo spesso intervenisse di dover far so-netti e canzoni sopra / argomenti spregevoli edi niun conto ; mi piacerebbe che tuttele ode di Orazio fossero sopra laglio. Desi-dererei dunque che gli argomenti fossero bellie degni di attenzione, e sopra tutto valevolia svegliar quegli affetti che sono proprii degli animi nobili e gentili ; e però non glivorrei puerili abbietti, molto mancoempj contra Dio e contra Santi ; che in verotroppo sconcia e mostruosa cosa sarieno ;tali argomenti pigliar dovrebbe il poeta, perquantunque ne fosse chiesto ; ancora vor-rei che fossero lascivi o disonesti in verunmodo ; perchè sebbene , tali essendo, piace-rebbono forse a molti, non però piacereb-bono a gli uomini savii e costumati, a qualisoli dee il poeta voler piacere,

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