3i8 ragionamento
potesse meglio intendersi sotto quante e qualiforme possa ella presentarsi alla mente. Iodico dunque che amore, secondo l’intelli-genza comune, comprende principalmente dueparti, l’una delle quali io chiamerei volen-tieri appetito, l’altra benevolenza. La 'primaconsiste in un desiderio che l’uomo ha dipossedere quella cosa che egli ama ; e ciòbasta assai volte per constituir quello chechiamasi amore; è però dicesi che uno amail vino, la roba, il danaro, non pèr 1 altro,se non perchè desidera di possedere tai cose.E similmente se uno desidera di possedereuna donna, si dirà per questo istesso chel’ama. Che se il possedimento di quella cosache l’uomo appetisce, è lecito e onesto, nonsarà l’amore per questa parte da condannar-si ; saria ben degno di grandissimo biasimo,se fosse quello vietato, o in qualunque ma-niera disonesto. La benevolenza poi consistein un desiderio ardente che l’uomo ha, nongià di possedere egli quella persona che ama tma più tosto che a quella sia ogni bene,desiderandole e onori e ricchezze è sanità,e tutti gli altri doni della fortuna e della na-tura , e compiacendosi che essa per la virtùsua ne sia degna. E in vero questa benevo-lenza, in quanto a se, se non fosse, comeil più delle volte interviene, accompagnatadall’ appetito, io non so perchè non potesseriporsi tra le virtù, non dico tra le più per-fette, ma certo tra quelle che il mondo giu-stamente loda ed ammira. E siccome un uomoche amasse una donna per lo solo appetito,