3a6 ragionamento
de’sentimenti, o comunque chiamar si voglia-no, concetti o pensieri, de’quali vuol tessersiil componimento. Dirò poi delle parole. Neisentimenti due cose parrai che sieno da con-siderare; in primo luogo, quali essi e di chefatta esser debbano; poi, come ordinati traloro e connessi. E quanto alla prima di questedue cose, non è alcun dubbio che tali esserdebbano i sentimenti , quali maggiormentesi confanno all’ argomento, o più tosto aquell’affetto con cui vuole il poeta riguardar1’ argomento ; perchè parrai di avervi già dettopoco innanzi, che può un argomento grandeessere riguardato con semplicità da un uomosemplice, e volere il poeta imitare quellaingenua semplicità ; e può similmente un ar-gomento piccolo considerarsi come grande dachi sia preso da qualche affetto , e volere ilpoeta imitar quell’affetto. Ora, comunque sia-si , dovrà sempre il poeta accomodare i sen-timenti a quella affezion d’animo che eglivuole imitare, o sia d’amore, o di compas-sione , o di maraviglia, o d’una certa inge-nuità semplice, o di qual altra si voglia. Ela ragione si è manifesta ; perchè il dilettoche nasce da componimenti lirici, consistequasi del tutto in quegli affetti che per essisi svegliano nell’ animo di chi gli legge ; nèsvegliar si potrebbono, se il poeta non gliavesse bene espressi co i sentimenti e con leparole. E quanto a sentimenti proprii di cia-scun affetto, niuno certamente vorrà negarmiche non possano agevolmente trarsi da queiluoghi medesimi onde gli traggono i rettorici.