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Volume I.
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326
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3a6 ragionamento

desentimenti, o comunque chiamar si voglia-no, concetti o pensieri, dequali vuol tessersiil componimento. Dirò poi delle parole. Neisentimenti due cose parrai che sieno da con-siderare; in primo luogo, quali essi e di chefatta esser debbano; poi, come ordinati traloro e connessi. E quanto alla prima di questedue cose, non è alcun dubbio che tali esserdebbano i sentimenti , quali maggiormentesi confanno all argomento, o più tosto aquellaffetto con cui vuole il poeta riguardar1 argomento ; perchè parrai di avervi già dettopoco innanzi, che può un argomento grandeessere riguardato con semplicità da un uomosemplice, e volere il poeta imitare quellaingenua semplicità ; e può similmente un ar-gomento piccolo considerarsi come grande dachi sia preso da qualche affetto , e volere ilpoeta imitar quellaffetto. Ora, comunque sia-si , dovrà sempre il poeta accomodare i sen-timenti a quella affezion danimo che eglivuole imitare, o sia damore, o di compas-sione , o di maraviglia, o duna certa inge-nuità semplice, o di qual altra si voglia. Ela ragione si è manifesta ; perchè il dilettoche nasce da componimenti lirici, consistequasi del tutto in quegli affetti che per essisi svegliano nell animo di chi gli legge ;svegliar si potrebbono, se il poeta non gliavesse bene espressi co i sentimenti e con leparole. E quanto a sentimenti proprii di cia-scun affetto, niuno certamente vorrà negarmiche non possano agevolmente trarsi da queiluoghi medesimi onde gli traggono i rettorici.