3a8 ragionamento
li qual sentimento ha molto del patetico;Potetevel vedere in quel sonetto che inco-mincia:
Che mi giova mirar donne e donzelle.
Anche il Marino, che fu eccellente tutte levolte che a lui piacque di essere, in quelsonetto : '
Ove eli io vada, ove eli io stia talora,
espresse l’inganno della sua mente con moltoaffetto e leggiadria ne’ due terzetti :
Intanto verso ogn or lai'ghe e profondeTene di pianto, e vo di passo in passoParlando a i fiori, a l’erbe, agli antri, a fonde.Poscia in me torno , e dico : ahi folle , ahi lasso !E chi in ascolta qui ? chi mi risponde ?Miserfhe quello è un tronco, e questo è un sasso.
Accrescesi anche di molto 1’ espressione deldolore o della maraviglia, rammentando lecircostanze più minute o sia del luogo, o siadel tempo , o di che altro sia ; parendo chegrandissimo debba essere stato quel dolore, oquella ammirazione che ha lasciata di se unacosi viva memoria. Però molto piacerai ilPetrarca in quel sonetto :
Tornami a mente, anzi v è dentro, quella,
dove gli par pi’ima veder la sua Laura verae viva ; e vedendo poi che ella alle sue pa-role talor risponde e talor no, s’accorgequella essere un’ombra, et avvisa la nientesua dell’ inganno, rammentandole e V anno e