QUINTO. 3ng
fi mese e il giorno e l’ora appunto ciré Laurasi morì.
Talor risponde, e ialor non fa motto :
T, cornuom ch’erra, e poi più dritto estima,Dico a la mente mia : Tu se ingannata.
Sai che "n mille trecento quarantotto,
Il dì sesto oV aprile, in V ora prima,
Del corpo uscio quell" anima beata.
Pare che il Bembo, a imitazion del Petrar-ca , volesse ancor egli con raggiunta dellecircostanze del tempo accrescere il sentimentodella tristezza in quel sonetto:
Un anno intero s" è girato a punto,
cui egli scrisse, un anno appunto compien-dosi da die morta s’era la sua donna. Peròrivolto al suo cuore, dice:
Come a sì mesto e lacrimoso puntoNon ti divelli e schianti , afflitto core,Se ti rimembra che a le tredici oreDel sesto dì d" agosto il sole è giunto ?In questa uscio de la sua bella spogliaNel mille cinquecento e trentacinqueL’anima saggia, ec.
Volle il Bembo in altro luogo con le circo-stanze del tempo dar similmente grandezzaal fatto, e crescerne la maraviglia ; benchénon così semplicemente le esponesse, comeil Petrarca , ma le adornasse alquanto; chein argomento magnifico , a mio giudizio , nonsi disdice. E ciò è in quel sonetto che inco-mincia :
Donne, che avete in man Valto governo?