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Volume I.
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329
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QUINTO. 3ng

fi mese e il giorno e lora appunto ciré Laurasi morì.

Talor risponde, e ialor non fa motto :

T, cornuom cherra, e poi più dritto estima,Dico a la mente mia : Tu se ingannata.

Sai che "n mille trecento quarantotto,

Il sesto oV aprile, in V ora prima,

Del corpo uscio quell" anima beata.

Pare che il Bembo, a imitazion del Petrar-ca , volesse ancor egli con raggiunta dellecircostanze del tempo accrescere il sentimentodella tristezza in quel sonetto:

Un anno intero s" è girato a punto,

cui egli scrisse, un anno appunto compien-dosi da die morta sera la sua donna. Peròrivolto al suo cuore, dice:

Come a mesto e lacrimoso puntoNon ti divelli e schianti , afflitto core,Se ti rimembra che a le tredici oreDel sesto d" agosto il sole è giunto ?In questa uscio de la sua bella spogliaNel mille cinquecento e trentacinqueLanima saggia, ec.

Volle il Bembo in altro luogo con le circo-stanze del tempo dar similmente grandezzaal fatto, e crescerne la maraviglia ; benchénon così semplicemente le esponesse, comeil Petrarca , ma le adornasse alquanto; chein argomento magnifico , a mio giudizio , nonsi disdice. E ciò è in quel sonetto che inco-mincia :

Donne, che avete in man Valto governo?