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Volume I.
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345
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QUINTO. 345

quanto come sia vera una sentenza , qua-lunque volta ella nasca naturalmente da quellapassione che il poeta vuole imitare ; perchèil poeta dicendola , non afferma già egli cheessa sia vera; afferma più tosto, che chi èposseduto da quella passione la dice; e peròse il poeta nel dirla esagera e trascorre ineccesso, non dee riprendersi, perchè questoancora è proprio de i passionati.

Oltre le qualità che aver debbono i senti-menti, ognuno quanto a se, è anche da ve-dere per qual modo debbano legarsi tra loroinsieme e connettersi. E già son di quegli iquali vorrebbono che i sentimenti fosser de-dotti lun dall altro per maniera di argomen-tazione; è mancato chi avvisi dovere ilsonetto contenere un perfetto sillogismo, acui nulla manchi di quello che vogliono iloici. E questi parmi, che sopraffatti dal-lamore della dialettica, niente sentano dellebellezze rettoriche o poetiche. Imperocché ilvoler tener sempre così diritto il discorso,che per tutto apparisca una giusta ed esattaargomentazione, mostra studio, e leva alparlatore quella facilità e disinvoltura chetanto piace, e senza cui pare che colui cheparla , stia sempre sopra di se , e quasi comein timore ; la qual cosa appena può perdo-narsi a quei che parlano in scuola. Non dicoio già che un sonetto, quantunque procedaa guisa di argomento, non possa esser bello ;che ben può anche un sillogismo distinguersitalora con belle forme e parole , et ornarsi.Dico solo che il sonetto non sarà del genere