346 RAGIONAMENTO
migliore ; e se egli sarà bello argomentandoacutamente, non sarà bello per questo. Per-dono dunque tempo, secondo me, quelli,che avendo preso a comporre un sonetto, siaffaticano di trovar sillogismi et entimemi.Anzi io vorrei che eglino si abbandonasseroa qualche affetto, nè studiassero di seguir laragione più di quello che un tale affetto lorpermettesse. E perchè è difficile, eziandione’maggiori affetti, non raccòglierò di tantoin tanto una proposizione da un’ altra, e ar-gomentare a qualche modo ; vorrei che ilpoeta mettesse ogni cura a nascondere quellostudio, e mostrasse di argomentare natural-mente , e quasi senza accorgersene. Giove-rebbe qui recare alcun esempio di chi abbiam ciò peccato ; perchè molte volte meglio siintende una regola, considerando quelli chel’hanno trasgredita, che quei che l’hanno os-servata. E nel vero assai ne troveremmo neipoeti e del passato secolo e del nostro. Maniuno me ne sovviene che io voglia qui oraproporre; e già son certo che se alcuno vene verrà tra le mani, voi lo saprete cono-scere da voi stessa.
Io dunque credo che i sentimenti in unsonetto sieno legati insieme abbastanza e con-nessi , qualunque volta l’affetto che il poetavuole imitare, gli trae naturalmente l’un die-tro l’altro ; nè bisogni cercar molto, se glifaccia così venir la ragione. Orazio scrive unabella ode a Virgilio, mentre questi è su ’lmontare in barca e partirsene. Gli fa augurio
h