Band 
Volume I.
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347
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QUINTO. 34^

di prospera navigazione. ; Jjoì ci' improvviso sivolge a maledir colui che prima mostrò agliuomini V arte del navigare. Qui niente leva ilcercare, come da quellaugurio traggami perraziocinio queste maledizioni, chiaro essendoche il dolore di veder 1 amico entrar in marepotea naturalmente fargli nascere sdegno con-tra colui che prima insegnò quell arte. Cosìlaffetto congiunge insieme quedue sentimen-ti, poco importando se gli congiunga o nola ragione. E tanto in ciò vale 1 affetto, che

} >er questo solo bisogna concedere al poetairico di uscir talvolta dell argomento propo-stosi , e vagare per altri aggetti eziandio lon-tanissimi , et anche perdersi in essi ; il chemassimamente è proprio di chi è preso dasomma allegrezza, se gli si parin davantimolte e diverse cose, e tutte maravigliose ;che tenersi non può che non corra duna inaltra. Della qual licenza molto si valse Pin-daro , e n ebbe gran lode. Orazio e il nostroChiabrera sono stati più timidi e più rite-nuti ; hanno però aneli essi i lor rapimenti.Il Petrarca sè lasciato portar dall affetto,ma però con meno impeto. Sovvienimi diquel sonetto :

O misera et orribil visione,

dove entrato in timore non la sua Laura fossemorta, cerca pure di persuadersi che ancorviva. Poi dimprovviso facendo ragione chemorta sia, desidera morire egli ancora. I quiisentimenti pajono distaccati lun dallaltro;