35o RAGIONAMENTO
Il Petrarca in due quadernarii ricordasi avervedute alcune giovani in una barchetta an-darsene a diporto. Nella terzina che segue ,dice di averle poi vedute sopra di un carro.Quantunque le cose poco si attacchino l’unaall’ altra, par tuttavia che 1’ una rimembranzanaturalmente chiami 1’ altra. Vedete il so-netto :
Dodici donne onestamente lasse.
Ghiabrera è stato più animoso del Petrarca .Fa una bella ode ad una gentil giovane, no-mata Corte, invitandola a mettersi in mare ;e qui ricordando Arione, si stende poi inquella favola, e con essa finisce l’ode. Ve-detela che incomincia :
Corte , senti il nocchieroChe a far cammin n appella.
E similmente finisce Orazio una sua ode colracconto d’Europa ; sebbene volendo egli i n
S uell’ oda ismuovere Galatea dal proponimentoi porsi in mare, non so quanto giovar glipotesse l’esempio di quell’altra fanciulla, chevarcando il mare , a così alto stato pervenne.Ma tornando al Petrarca , dice egli che l’Au-rora lo sveglia a salutare il Sole e la suaLaura ; e ciò ne’ due quadernarii e nella primaterzina di quel sonetto che incomincia :
Il cantar novo , e ’l pianger de gli augelli.
Poi soggiugne nell’ ultima terzina, che gli haveduto alcuna volta levarsi insieme ambedue.Ciò poco importava alla salutazione di cui