354 RAGIONAMENTO
senza nota di affettazione. Et io credo chequeste sieno le ragioni perchè gli antichi, sìGreci come Latini, lasciarmi scorrere le sen-tenze ora per più ora per meno versi, etora riposarsi nel fine d’alcun d’essi, e quandonel mezzo e quando nel principio, secondoche. lor tornava. Però non è da maravigliarsi,se i nostri più .eccellenti poeti, mirando a gliesempi di que’ grandissimi uomini, hanno usataquella medesima libertà ne’ sonetti loro, el’hanno fatto con non minoré felicità. Chi èquello che non senta quanto di gravità emagnificenza aggiungasi a quel sonetto delCasa poco sopra additatovi:
La bella Greca, onde il pastore Ideo:
quanto , dico, di gravità gli si aggiunga dal-l’essere una sentenza sola quella che tutto ilriempie, e cominciando dal principio del so-netto tien sospeso 1’ animo di chi legge sinoal fine ? E quanto è magnifico quel luogo,ove accennandosi il caso di Dafne , scorre lasentenza liberamente dal secondo quadernarionel primo terzetto, senza essere trattenuta nèda una virgola pure ?
E i begli occhi e le chiome a laura sparseDi lei, che stanca in riva di PeneoNovo arboscello a i verdi boschi accrebbe.
flè è,cred’ io, chi non Senta quanto sia vagotalvolta un sonetto, tenendo sospeso il sen-timento sino al fine, come può vedersi inquello del Petrarca :
N una fede amorosa, un cor non finto,
Un languir dolce, un desiar cortese ;.