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Volume I.
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360
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36o RAGIONAMENTO

onesta brigata ; ed altre quasi mezzane , che ,benché del continuo le abbia in bocca ancheil basso popolo, non però si rifiutano da glieccellenti e nobili parlatori ; e di questo ge-nere sono moltissime. E potrebbesi ancora,chi volesse, allargar più la divisione; per-ciocché ognuno di quei generi che abbiamodetto, ha i suoi gradi ; e sono alcune vocitanto vili, che niuno le nominerebbe senzavergognarsene, ed altre non tanto, ed altresono più nobili ed altre meno. Io voglio dun-que che il poeta, senza rifiutar le mezzane,sfugga le vili, e dove massimamente la ma-leria il richiegga e da se stessa si innalzi ,cerchi di innalzare ancor egli lo stile con leparole più scelte e più risplendenti.

E so io bene esser cosa difficilissima lo-spiegare in che consista fa nobiltà o bassezzadelle parole , e renderne dimostrativa ragio-ne; et essere stati al mondo alcuni filosofi iquali insegnarono tutte le voci essere duni-Stesso modo, doversi luna dir più nobiledellaltra. E troverete ancora tra le comunicompagnie alcuni ritrosi, i quali infingendosidi non sentire differenza niuna, voglion purea tutti i modi che lor si renda ragione, per-chè quella tal parola debba dirsi più nobiledi quell altra ; e non sentendo ragione chemolto vaglia , si credono daver vinta la qui-stione. I quali però volendo la ragione cosìdogni cosa, mostra che poco intendano, enon sappiano quello che è pur necessario ,in ogni arte o scienza, a sapersi, E ciò è,die fra le tante cose che luom conosce,