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362 RAGIONAMENTO
dubbio rimettersi al giudizio de i più. Oraio credo che la nobiltà delle parole sia unadi quelle cose che meglio si intendono perun cotal senso interiore, che per altra ra-gione ; e mal facciano tutti quelli che que-stionar vogliono ^ se una voce sia nobile eun’ altra no, e qual sia più nobile e qualmeno ; perchè niuna ragione vaierà mai tan-to, quanto vale quell’interior senso che primad’ogni ragione ci avvisa. Il perchè è da at-tenersi , come ho detto, al giudicio de i più,e non vòlere che tutte le voci sieno d’unmodo Stesso, quando e i Greci e i Latinie le altre nazioni tutte ne hanno sentita ladifferenza ; et altre come nobili hanno avutem pregio, ed altre come ignobili disprezzate.
Potrà forse parere ad alcuno , che rimet-tendo io al senso interiore de gli uomini ilgiudicio della maggiore o minor nobiltà delleparole, io voglia per ciò conchiudere cheniuno studio por vi si debba, parendo chequel senso interiore sia un dono della natura,di cui tutti gli uomini debbano esser parte-cipi , e che non si acquisti per arte. Chi peròcosì pensasse, porterebbe opinion falsa. Per-chè egli è ben vero che ognuno ha natural-mente un certo senso , per cui d’alcune parolesi offende, se avvien che le oda ne’ ragiona-menti comuni, e d’altre no; e queste tengaq>er belle e buone, e quelle per brutte ecattive; non è per questo però che quell’in-terior scuso non p'ossa confermarsi ed accre-scersi, e farsi più pronto per l’osservazionee per 1’ uso. Perchè io vorrei, che chiunque