QUINTO. 365
saria men bello l’ultimo verso del primo ter-zetto , se in vece di dire :
E pongasi a sedere in su la riva,dicesse :
E mettasi a sedere in su la riva,
cangiando il pongasi m mettasi . Nc io certa-mente in quel sonetto pur del Petrarca cheincomincia :
Padre del Ciel dopo i perduti giornivorrei per niun modo mutar 1’ ultimo verso,
Rammenta lor , coni oggi fosti in crocein quest’ altro :
Ricorda lor, coni oggi fosti in croce ;
quantunque e ricordare dicasi elegantementeper rammentare, e la voce ricorda mostripure avere bel suono.
Nè è maraviglia che la mutazione di unavoce sola tanto vaglia a far bello o bruttoun verso, da che veggiamo, che ritenendosiancora le istesse voci, sol che se ne muti unpoco l’ordine, perde talora il verso tutta lasua vaghezza , quantunque e’ ritenga una giu-sta misura di sillabe e di accenti, e conserviancora buon suono. Nel sonetto, che ora viho ricordato, del Petrarca è assai bello ilsecondo verso:
Dopo le notti vaneggiando spese,