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Volume I.
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368
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368 RAGIONAMENTO

\ già vedete, signora Marchesa pregia-tissima , che ragionandovi io delle parol^quali in se esser debbano, son passato, quasisenza avvedermene , a dire altresì della col-locazion loro; delle quali due cose avea giàproposto di ragionarvi per ordine, prima del-luna e poi dellaltra. Or parendomi dellaprima aver detto abbastanza, seguirò a diredella seconda, cioè della collocazione delleparole, esponendovi un mio pensiero, qua-lunque e sia, di cui voi farete giudicio- Iove lho poco innanzi accennato. Io dunqueson di parere, che come gli affetti e i co-stumi e gli stili, e tante altre cose che sonmoltiplici di lor natura e varie , riduconsidamaestri, non senzà grande studio, a certicapi generali, e lo stesso anche lanno delleparole, che altre chiamati nomi, ed altre ver-bi, ed altre daltra maniera j così ancora po-trebbe farsi delle molte e varie coline azioniche alle parole si posson darete si danno,riducendole anchesse a certi capi, onde pivifacilmente mostrar si potesse qual collocaziondi parole convenga ad uno siile,- e quale adun altro ; e qual meglio serva ad esprimerequellaffetto o quel costume che vuole espri-mersi. li maravigliomi , che a stabilire unatal dottrina, ninno, eliio sappia, siasi (inoraadoperato. Io però non tenterò quello dieniun altro ha voluto tentare. Dirò solo , chetra le molte disposizioni che dar si possonoalle parole, n ha una d un certo genere chemerita grandissima considerazione; e questaè, quando le parole vengono a collocarsi nel