QUINTO. 3^3
il verso debba esser umile e semplice. E si-milmente par che sostengano il vei-so e glidiano gravità due vocali, qualor s’incontrano,essendo 1’ una nel fine di quella parola cheva innanzi, e l’altra nel principio di quellache segue ; e dove manchi un tale incontro ,meri grande e men nobile pare il verso. Quantopoi alle consonanti, credesi che 1’ unirne molteinsieme accresca la pienezza del suono, einduca talvolta una certa asprezza, la quale,se conviene a quello che vuole esprimersi,sta bene e piace. Così a formar lo stile chevuole usarsi nel verso, assai vale la naturae la qualità delle lettere di cui si compon-gono le parole. Nè bisogna però essere inciò troppo rigoroso, nè credere che a fareun verso grande e magnifico sia necessarioche niuna delle vocali men nobili in esso sitrovi ; perchè quand’ anche vi se ne trovi al-cuna, purché il numero delle vocali più no-bili sia maggiore, si avrà ’ tuttavia il versoper grande e per magnifico. Lo stesso ditedi un verso umile e semplice ; che non è giànecessario che le vocali in esso sieno tuttedelle men nobili. E potrà anche sostenersi unverso senza molti incontri o accoppiamentidi vocali o consonanti; imperocché un versodicesi grande o semplice inquanto al suono,considerando non tutte le parti di esso, male più. Anzi è bene, et io credo che spes-sissime volte bisogni temperare il suono inun medesimo verso, e moderar la grandezzacon qualche semplicità, e sostenere la sem-plicità con qualche grandezza. 11 che però