3^4 RAGIONAMENTO
come e quanto far si debba, non saprei in-segnarvi io, nè darvene regola niuua. Ve nedaranno quelli die sanno più di me,
Ma voi vorrete eli’io mostri le cose finqui dette con alcuni esempi; et io il fareivolentieri, se avessi tempo di cercarne ; purea servirvi, quanto per me si può, recheròquelli che mi verranno alla memoria. Co-mincia il Petrarca un suo sonetto con quelverso :
Giunto Alessandro a la famosa tomba,
il quale io credo che vi parrà di grande enobil suono; e credo altresì che a dargliquella grandezza assai vagliano le vocali a eto di cui egli abbonda, e l’incontro di questestesse vocali che vi si trova due volte, e ilconcorso delle consonanti che si veggon es-sere nelle voci Alessandro e tomba. Nè pos-son gran fatto sminuirne la grandezza le vo-cali più tenui che vi si leggono, come la ue la e, essendovi in così poco numero. Ilapure il Petrarca in quel sonetto, il qual co-mincia :
Dodici donne onestamente lasse :
ha, dico, un verso che a me pare di unsuono assai umile, ed è:
Sedersi in parte, e cantar dolcemente :
et io credo certamente che a quella umiltàmolto facciano le vocali più tenui, che re-gnano principalmente nella prima parola enell’ultima; e credo che le due a, che sentonsi